Buondì del 27 giugno ‘18
I frutti sono un bene a cui aspiri e che ti muove. Li progetti nelle intenzioni, li semini con parole e gesti, ma il gusto è sempre condivisione.
Chiesa di Bologna
I frutti sono un bene a cui aspiri e che ti muove. Li progetti nelle intenzioni, li semini con parole e gesti, ma il gusto è sempre condivisione.
La via “tutto per me” ha molte corsie nei due sensi, ma è sempre trafficata, quella che gioisce della gioia dell’altro non tutti l’hanno trovata.
Solo tu puoi togliere dal tuo cuore il giudizio che ti acceca. I difetti degli altri sono circa come i tuoi: la pazienza ci sarà se ti fa piacere.
La meraviglia è scoprire che oltre i tuoi giusti progetti ce ne sono altri più grandi che coinvolgono la storia e il mondo. Rallegrati perché ne sei parte.
Quale ricchezza è vera? Quella della felicità che nessuno può toglierti, fatta di persone non di cose.
Se hai occhio scegli e gioisci di ciò che è veramente prezioso: ogni tempo della vita è dono condividilo per moltiplicarlo.
Dici Padre nostro perché sei parte di una famiglia. Amato vuoi corrispondere e chiedi che il perdono circoli perché è la via che libera dal male.
La vita interiore e la vanità vanno in direzioni diverse: la prima ascolta e si muove da un legame invisibile, la seconda si mostra in cerca di consensi.
Se l’invito ad amare i nemici lo consideri sbagliato, tu non li sopporti, è perché non hai apprezzato che tu sei amato nello stesso modo, gratis. Solo nella libertà l’amore ti cambia.
Quando ti arriva la cattiveria di qualcuno, considerala una domanda su ciò che credi: sei rimasto alla legge del taglione o hai conosciuto il perdono?