Ottimo pellegrinaggio il 25 aprile

Madonna della Corona. Una bella esperienza

Le testimonianze di due partecipanti

SAN LAZZARO – È riuscito molto bene il pelletrekking/pellegrinaggio del 25 aprile alla Madonna della Corona del Monte Baldo.

Il 25 aprile si è svolto felicemente il pellegrinaggio/pelletrekking al santuario della Madonna della Corona, spettacolare luogo di preghiera letteralmente abbarbicato su una parete rocciosa del Monte Baldo, in provincia di Verona. Qui la testimonianza di due partecipanti.

 

Gigliola

La Madonna della Corona, da intendersi come “roccia appartenente alle montagne”, sulla catena del Monte Baldo, è il santuario più ardito in Italia, a 774 metri di altezza con circa 2000 gradini, da affrontare nei vari percorsi per raggiungerlo. Il luogo è veramente speciale: costoni di montagna che svettano sul piano verdissimo, statue e la scala santa, colori e forme forti (la scala è senza respiro) che rimangono nella memoria.

Desta tanta incredulità la posizione, che la Madonna stessa, arrivata da Rodi nel 1432, pare abbia voluto scegliere per insediarsi.

Per ben tre volte i credenti del Monte Baldo e veronesi Le avevano destinato un luogo più in basso, ma Ella era scomparsa, per ritornare sempre in quella posizione, ardita e pericolosa.
Con estremo sacrificio e i pochi mezzi di allora, i fedeli costruirono perciò la Sua Chiesa.

Il 25 aprile 2026 è stata una giornata meravigliosa, bellissima e benedetta da Dio e dal sole, piena di fede, preghiera e gioia.

 

Nicoletta

Sabato scorso (25/04/26) si è svolto il pellegrinaggio parrocchiale organizzato dalle due parrocchie, quella di San Lazzaro e quella della Beata Vergine Immacolata, verso uno dei santuari più belli e spettacolari che esistano: un luogo di grande spiritualità, sospeso tra cielo e terra.

Il Santuario può essere raggiunto in due modi e i nostri fantastici organizzatori ci hanno proposto:

  • un cammino facile dal paese di Spiazzi, raggiungibile sia in pullman sia con auto propria
  • oppure un cammino impegnativo dal paese di Brentino (VR)

Per chi ha scelto, come me, la via più faticosa, la sveglia è suonata alle 4.30–4.45, pronti per il ritrovo alle 5.30 e via in auto verso l’autostrada del Brennero, destinazione Affi. Durante il viaggio ci siamo incontrati anche con i compagni di viaggio provenienti da Bologna per una breve sosta; poi, dopo aver parcheggiato le auto, ci siamo ritrovati a Brentino pronti per cominciare la nostra salita. Eravamo una ventina, inclusi due simpatici cagnoni.

Abbiamo percorso il suggestivo “Sentiero della Speranza”, un tracciato di circa 2,5 km con oltre 1.500 gradini e 600 metri di dislivello. In circa 1 ora e mezza–2 ore siamo arrivati al Santuario. La salita, ripida e immersa nel bosco, si snoda principalmente su gradinate scavate nella roccia: è faticosa, ma lo spettacolo che si apre all’arrivo ripaga ampiamente ogni sforzo.

Dopo una breve sosta siamo saliti a un punto panoramico sopra Spiazzi, dal quale abbiamo potuto ammirare la Chiesa dall’alto, inserita in un contesto davvero unico. Qualche bella foto ricordo e poi di nuovo verso il Santuario per raggiungere il resto del gruppo proveniente da Spiazzi e unirci a loro per la Via Crucis.

Il culmine del pellegrinaggio è stato la celebrazione della Santa Messa, tutti riuniti ad ascoltare la Parola del Signore, insieme anche a un bel gruppo di ragazzi polacchi che ci hanno allietato con i loro canti. Il Vangelo è stato letto nelle due lingue: “Parleranno lingue nuove”, e Don Stefano ci ha ricordato che “la lingua nuova è quella capace di dire all’altro che è fratello e non nemico”. Ci ha offerto diversi spunti di riflessione sulla scelta di una vita di comunione rispetto a una vita segnata dalla rabbia e dalla divisione.

Bellissimo anche il momento del pasto: tutti insieme, raccolti in un angolo del giardino, ci siamo rifocillati con un pranzo al sacco e grazie a chi ha preparato e condiviso dolci, salatini e tante altre bontà. Un gesto di grande generosità e condivisione.

Nel primo pomeriggio i nostri “ospitalieri”, Giovanna e Mirco, ci hanno accompagnati a visitare le bellezze all’interno del Santuario, dove si possono ammirare, tra le altre cose, gli ex voto, l’immagine della Madonna della Corona (dal termine krône o corona, che indica una sporgenza rocciosa) e la Scala Santa.

Saremmo rimasti ancora: la spiritualità del luogo porta quasi a estraniarsi dal tempo. Ma la realtà ci richiama sulla terra ed è ora di rientrare, sia per chi torna in pullman sia per chi affronta il cammino in discesa.

Ci salutiamo augurandoci un buon rientro.
La discesa è meno impegnativa, ma comunque dura, e le nostre ginocchia ne risentono. Arriviamo a Brentino e, dopo una piccola sosta al bar, risaliamo in auto per tornare a casa.

Un grazie speciale agli organizzatori, che si sono davvero prodigati per questa bellissima giornata di pellegrinaggio parrocchiale. Bravissimi!