Da sabato 10 ottobre

Catechismo. Si riparte!

Circa 170 bambini

SAN LAZZARO, IDICE – Dal 10 ottobre riprende in parrocchia il catechismo dei bambini, con l’aiuto di vari genitori disponibili, fino a maggio. Una riflessione sul significato del “fare” catechismo.

Il 10 ottobre riprende il catechismo, per le parrocchie di San Lazzaro e san Gabriele di Idice, per i bambini nati nel 2018, 2017 e 2016 che si preparano a ricevere rispettivamente il sacramento della Confessione, il sacramento dell’Eucarestia e il sacramento della Cresima. Sono circa 170 bambini. Ad essi si aggiungeranno, dalla prima domenica di Avvento, i bambini del 2019 che per la prima volta frequenteranno il catechismo.
I catechisti sono per lo più gli stessi genitori, che si rendono disponibili per accompagnare i loro figli nel cammino di fede, seguiti da alcuni tutor. Gli incontri proseguiranno fino alla Festa della famiglia (16 maggio).

Proprio per prepararsi a questo cammino, sabato 3 ottobre i catechisti e i genitori/catechisti si sono incontrati, con don Stefano, per un momento di riflessione e di condivisione.

 

Ecco alcuni pensieri di chi “fa” catechismo

Perché facciamo catechismo? Il cuore della nostra missione

Quando ci ritroviamo attorno a un tavolo o in cerchio con i nostri ragazzi per il catechismo, spesso noi catechisti ci scopriamo ad affrontare mille dubbi. Qual è la nostra vera preoccupazione prima di varcare la soglia dell’aula?

Ci chiediamo: “Sapremo cosa dire oggi?”, oppure “Riusciremo a coinvolgerli per evitare che facciano troppo caos?”, o ancora “Li faremo divertire così l’ora passerà in fretta?”.

Siti e strategie educative aiutano, ma se ci fermiamo solo a questo rischiamo di smarrire la domanda fondamentale: perché facciamo catechismo?

La risposta non sta nell’organizzare l’incontro perfetto, ma in una verità molto più grande: entrare nella gioia del sapersi amati da Dio. Il resto — l’attenzione, il comportamento, la partecipazione — verrà di conseguenza.

Far conoscere ai ragazzi che ciascuno di loro è prezioso, unico e infinitamente amato agli occhi di Dio è la vera e unica prospettiva del nostro impegno. Il nostro compito è aiutarli ad arrivarci dicendo cose vere, profonde e interessanti. Certo, a volte si fatica, non tutti i giorni sono uguali, ma questa ricerca di verità è la strada che percorriamo insieme a loro.

 

Un amore che va oltre i risultati

Se la nostra gioia e il valore del nostro servizio dipendessero solo dai risultati immediati o dal “buon comportamento” della classe, la nostra motivazione sarebbe fragile. Alla prima giornata storta — e le giornate storte arrivano sempre — saremmo tentati di mollare tutto.

Ma pensiamo per un attimo a una mamma o a un papà: cosa succederebbe se facessero dipendere il loro essere genitori dai capricci dei figli? Continuano ad amarla e ad educarla anche nei momenti difficili, perché solo un amore più grande e profondo sa traghettare attraverso tutte le fasi della vita.

Ecco perché la spinta più grande per essere catechisti è, prima di tutto, l’amore. Ci siamo perché ci sta a cuore il bene dei nostri ragazzi, così come ad un genitore sta a cuore il bene dei propri figli. Siamo qui per camminare al loro fianco e testimoniare che la gioia del Vangelo è un dono che non tramonta mai.