Resoconto

Andiamo con Jolanda alla scoperta di Bagnacavallo

La meravigliosa cittadina ravennate riserva diverse sorprese. Le immagini e il racconto

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SAN LAZZARO – Un gruppetto di una ventina di parrocchiani è andato alla scoperta di Bagnacavallo, città natale della nostra Jolanda.

Bellissima gita a Bagnacavallo con il gruppetto di intrepidi anziani che già era salito ad Affrico qualche giorno fa.

Hanno visitato tra le altre cose: l’antica Pieve di San Pietro in Sylvis, del VII secolo e in corso Garibaldi la casa natale di Iolanda Maria Teresa Cavassini. Nella centrale piazza della Libertà hanno visto da fuori il Palazzo Comunale, il Teatro Goldoni, la Torre Civica, che sorge adiacente al Palazzo Vecchio, e la Collegiata di San Michele Arcangelo.

Molto suggestiva la Piazza Nuova ovale porticata edificata nel XVIII secolo come mercato. Dopo il pranzo nel Giardino dei Semplici (nome molto adatto al gruppo) sosta al Museo civico delle cappuccine e infine la Celletta di via Naviglio vicino alla rotonda della superstrada. Per saperne di più consigliamo la lettura degli appunti per il viaggio di Elena Boriani

Visita Bagnacavallo appunti Elena Boriani (pdf)

La mia Bagnacavallo

Ieri, al ristorante, sono rimasta un po’ in contemplazione di quella lunga tavolata di una ventina di persone. Guardavo i visi a uno a uno: tutti, ma proprio tutti, sorridenti, anche di chi, come me stava in silenzio, e guardava gli altri. Traspariva, da tutti i pori, la gioia, la soddisfazione, il godimento spirituale di essere lì, tutti insieme e di bearci di quella comunione. Ognuno ha trovato i quel piccolo guscio di noce che è “il mio paese”, qualcosa di bello, qualcosa che lo rimandava ai “suoi tempi”, qualcosa che andava condiviso.

 Ha molte bellezze Bagnacavallo, e molta storia. In più, per me, ogni palazzo, ogni chiesa, ogni angolo, ogni strada, era un “ben tornata”  e mi offriva, come un fiore profumato, un ricordo. Molti li ho raccontati a tutto il gruppo, altri no: il dialetto romagnolo non è, propriamente, pudico!.

La casa dove sono nata e cresciuta, ha mostrato agli altri la sua bella, elegante facciata. A me presentava l’interno: le ginocchia della nonna, così morbide e calde!; I canti della “dada”, dalla voce bellissima ( non per niente era corista nel coro del teatro lirico! ), la lunga e larga entrata settecentesca ( vi doveva entrare  carrozza e cavallo quando la contessa d’allora, voleva uscire), diventata palestra e teatro dei nostri giochi…..

Tenerezza e storia e tanto, tanto calore nell’amicizia, nell’affetto che ho letto negli occhi di tutti.

E a tutti un grazie grandissimo. Jolanda

Le immagini

Il video in testa all’articolo è di don Andres. Nell’immagine qui riportata il gruppo si trova davanti a casa Cavassini, dove è nata e ha vissuto Jolanda. Cliccando sull’immagine si accede all’album fotografico completo.