Importanti decisioni

Consiglio Pastorale. Verbale del 28 maggio.

Ordine del giorno:

1) Proposta sui criteri con cui rinnovare il CPP scaduto

2) Indicazioni lavoro future commissioni

3) Formazione gruppo di lavoro per celebrare il centenario della parrocchia, nata il 13 settembre 1925

4) Varie ed eventuali

Presenti: Don Stefano, don Antonio, don Giacomo, Mauro, Carlo, Sandro, Giuseppe Persiani, Barbara, Donatella, Cesare, Giampaolo, Liliana, Luca Melotti, Maria Cristina, Maurizio, Carla, Luca Ramponi, Maria Teresa, Silvano, Luca Lorenzini, Alessandro, Raffaella, Gianfranco, Anna Maria, Elena, Marisa, Marco, Silvia, Stefania.

Don Stefano ha presentato sommariamente un nuovo progetto per la ristrutturazione della cappella feriale, elaborato da un nuovo incaricato, l’architetto Piancastelli. Troveremo altre occasioni per conoscerlo meglio.

Donatella innanzi tutto ringrazia i tanti volontari che hanno collaborato per l’ottima realizzazione della Festa della Famiglia. Un segno di speranza è la presenza dei giovani che hanno animato i giochi dei bambini e hanno organizzato la serata del sabato.

I Consigli Pastorali Parrocchiali, nati negli anni ’70, furono un’esperienza di novità scaturita dopo il Concilio. Per la prima volta i laici prendevano parte più direttamente alla vita della propria parrocchia. Negli anni l’entusiasmo è scemato. Attualmente in molte parrocchie il CPP non è presente. Abbiamo affrontato il problema anche in Consiglio Diocesano; si pensa che sia opportuno abbandonare la modalità elettiva, in quanto la maggior parte degli eletti non partecipa più dopo poco tempo, inoltre non c’è rappresentanza di tutte le realtà e situazioni presenti in parrocchia. Si ritiene che la modalità più efficace sia formare gruppi di lavoro delle varie realtà, ciascuno dei quali esprime i propri rappresentanti. Ogni commissione dovrà lavorare di più, riunirsi prima di settembre per individuare i rappresentanti. Il CPP sarà una grande Cabina di Regia. Ricordiamo che i membri di diritto sono i ministri istituiti e il presidente di Azione Cattolica.

Don Stefano ricorda che cambiando la società, cambiano le esigenze, gli interessi. La vita cristiana per maturare richiede corresponsabilità, chi lo fa vedrà che il Vangelo porta frutti spontanei. Le commissioni si formano in base alla disponibilità. Ci possono essere anche sotto-commissioni negli ambiti, ognuna delle quali ha i propri referenti, per un lavoro più capillare. Non sono compartimenti stagni, sono indispensabili la collaborazione e l’ascolto.

Cesare, sostiene che è indispensabile aprirsi alla Zona, soprattutto in prospettiva futura.

Sandro sottolinea che fino ad ora le commissioni hanno lavorato sulla operatività, ma questa non dovrebbe essere l’elemento decisivo nella vita parrocchiale. Per ottenere equilibrio il parroco integra la composizione con le cooptazioni, in modo che tutte le esperienze e le realtà siano rappresentate.

Giuseppe pensa che la modalità elettiva faccia sentire più partecipi i fedeli che potrebbero esprimere preferenza per figure inaspettate.

Don Stefano ribadisce che le commissioni sono aperte, possono coinvolgere tutte le persone disponibili. Alle riunioni più ristrette, plenarie, partecipa uno o più rappresentanti per ciascuna commissione.

Donatella sostiene che debbono essere rappresentate tutte le fragilità. Il lavoro deve essere prima di tutto di pensiero e confronto, per mettere in comune tutto quanto raccolto, poi chi può passerà all’operatività. Se conosciamo persone che vivono realtà di esclusione, dobbiamo inserirle.

Giuseppe si chiede come spiegare questa nuova modalità alla gente che partecipa alla Messa.

Don Stefano ricorda che durante la Festa della Famiglia sono state pubblicate locandine di presentazione delle varie attività. Si possono pubblicizzare  anche durante la Messa, dando parola brevemente a un componente di ogni commissione che condivida la speranza che lo anima, in modo da stimolare chi può essere interessato a collaborare.

Gianfranco sostiene che deve essere ben chiaro che le commissioni sono aperte a tutti.

Donatella afferma che ogni commissione deve trovare la propria strada, visto che gli ambiti sono molto diversi, cercando di valorizzare le attitudini. Comunica anche che si sta formando un gruppo per l’organizzazione di eventi aggregativi (pellegrinaggi, gite, ecc). Sono occasioni  per conoscere altre persone.

Don Stefano sottolinea come il pre e il post Messa siano preziose occasioni aggregative e di dialogo. Dovremmo approfittare tutti per raggiungere altre persone che normalmente non si incontrano. Per esempio, la merenda organizzata prima della Messa di sabato scorso per ringraziare  i volontaridella festa della famiglia, è stata un’occasione di incontro gradita da tanti passanti.

Silvano afferma che la commissione è importante per le idee, per le guide. Bisogna allargarle il più possibile, altrimenti sono presenti sempre e solo gli stessi. E’ molto positivo se riescono a lavorare bene.

Mauro sostiene che siamo noi che conosciamo le caratteristiche di chi può entrare in un ambito, cerchiamo di coinvolgerli, altrimenti si resta un gruppo chiuso.

Donatella conclude che ogni commissione ha il compito di elaborare le proprie proposte prima di settembre. Sarà importante comunicare le scelte che la parrocchia fa, non le attività che si fanno.

 

Dato che il centenario della parrocchia ricorre il 13 settembre, Sandro ritiene che in quel giorno sia opportuna la sola celebrazione della Messa solenne, e poi programmare eventi da realizzare in un periodo successivo .