SAN LAZZARO, IDICE – Una ministra della parrocchia ricorda l’esperienza fatta e il suo significato.
Il tempo quaresimale è un tempo di preparazione e accompagnamento. A che cosa?
Ad un incontro personale e comunitario con la Passione, Morte e Resurrezione di Gesù.
Questo tempo d’incontro è stato caratterizzato anche dalla benedizione alle famiglie che ne hanno fatto richiesta.
La richiesta porta già in sé un’opportunità, perché ci mette in movimento verso qualcosa, anche quando sembra nascere semplicemente dal non voler interrompere una consuetudine che si radica nell’infanzia e nella relazione con chi ci ha preceduto.
La prima cosa che ho ricevuto entrando in ogni casa è stato proprio questo significato intimo che ciascuna persona esprime nell’incontro con Cristo.
Il Cristo che, visitando e benedicendo la nostra vita e quella dei nostri cari, ci comunica il mistero e la sacralità di questa relazione che Lui ha tessuto in modo unico con ognuno di noi.
Alcuni gesti, come l’accoglienza fiduciosa nell’intimità domestica, caratterizzata dalle tante espressioni della quotidianità, e la partecipazione attiva al momento della preghiera di benedizione rendono tangibile l’appartenenza di ogni persona alla comunità cristiana, la quale riceve la benedizione per poter a propria volta rispondere benedicendo il Signore e il prossimo.
Ho sperimentato ancora una volta come pregare insieme permette di superare gli imbarazzi dovuti al non conoscersi, perché se ci si apre a questa possibilità si fa esperienza della comunione in Gesù che si rende presente come Colui che è sempre prossimo.
Questo cammino di casa in casa mi fatto risuonare nel cuore il dialogo tra Gesù e i due discepoli:
“Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: “Che cosa cercate?”.
Gli risposero: “Rabbì – che, tradotto, significa Maestro -, dove dimori?”.
Disse loro: “Venite e vedrete”. (Gv 1, 38-39)
Buon cammino di benedetti a ciascuno di noi!
Barbara Castaldini
(nella foto: Papa Francesco qualche anno fa in visita a una famiglia di Ostia per la benedizione pasquale)